Ghiaccio e Fuoco
PROLOGO
“Comandante, il luogo sembra sgombro, con il suo permesso mando degli uomini in avanscoperta per per controllare l'edificio.”
Lord Darion Mograine, comandante in capo dell'ordine dei Cavalieri della Lama di Ebano si sfilò l'elmo dalla testa e rispose con una punta di ironia:
“Non credo che sia necessario Capitano, a quanto pare i nostri ospiti ci hanno preceduto.“
Come a sotto lineare quelle parole la porta dell'edificio si aprì di scatto e ne uscirono tre figure. Wulfgar osservò il terzetto icuriosito. La prima figura sulla destra era un massiccio Tauren rivestito di una corazza di piastre e che brandiva una monumentale mazza a due mani dorata. Sulla sinistra avanzò un Sin' Dorei anche egli in armatura pesante ma invece della mazza a due mani, reggeva nel braccio sinistro uno scudo incantato e nella mano destra un mazza che emetteva una debole luce azzurrastra. Ma più di tutti ad attirare lo sguardo della Death Knight fu l'uomo che avnzava al centro. Imponente nella sua armatura dorata, con lo sguardo sereno e tranquillo, Wulfgar lo aveva visto solo in poche occasioni ma non poteva non riconosciere Tirion Fordringer Generale Comandante della Crociata D'argento.
I due comandanti si strinsero la mano con calore.
“Sono contento che tu sia riuscito a venire Darion, abbiamo molto di cui parlare.“
“Non sarei mancato per nulla al mondo, vista la gravità della situazione in cui ci troviamo.“
Tirion sospirò alle parole di Mograine e poi riprese:
“Hai ragione, non perdiamo altro tempo.“ disse indicando l'ingresso della casetta di pietra, “I tuoi Cavalieri e i miei Paladini ci garantiranno la sicurezza che ci serve mentre parliamo del futuro.“
Tirion e Darion si inoltrarono dentro alla struttura chiudendosi la porta alle spalle.
“Capitano Wulfgar ho sentito parlare di lei, il mio nome è Kaltherion e sono temporaneamente a capo della scorta al generale Tirion.“
Wulfgar riportò lo sguardo sul giovane Sin' Dorei che aveva accompagnato Tirion all'esterno e gli rispose:
“I mie omaggi. Di quanti paladini disponete?“
Kaltherion sorrise.
“Vedo che non perdete tempo in chiacchiere e convenevoli, mi piace. Al momento dispongo di quattro elementi oltre a me stesso, come voi del resto. Le propongo di fare pattuglie di sorveglianza miste in modo da unire le ripettive... abilità.”
“Ottima idea Kaltherion mettiamoci al lavoro.“
Kaltherion non era in grado di stabilire da quante ore si trovassero esattamente in quel luogo sperduto, l'incontro tra Darion Mograine e Tirion stava andando per le lunghe, nelle uniche due occasioni in cui era entrato per fare rapporto aveva sentito entrambi i comandanti parlare della fortezza di Icecrow Citadel e li aveva visti analizzare delle mappe dettagliate della region e di Icecrown. Qualunque cosa bollisse in pentola doveva essere qualcosa di grosso. Kaltherion lanciò un'occhiata di sottecchi al capitano Wulfgar che coordinava insieme a lui la scorta congiunta, nelle precedenti ore avevano perlustarto insieme la zona senza trovare alcuna minaccia e doveva ammettere che Wulfgar e i suoi cavalieri sapevano il fatto loro in termini di sicurezza. I pensieri del paldino vennero interrotti di colpo. Una gigantesca ombra si stese sul promontorio, un ruggito agghiacciante esplose nell'aria facendo tremare la montagna. Kaltherion e Wulfgar alzarono istantaneamente gli occhi al cielo sfoderando le armi. E rimasero senza fiato. Sopra di loro si librava un gigantesco drago scheletrico, avvolto in un aura di ghiaccio. Wulfgar era un veterano di numerose battaglie, ma a quella vista il sangue gli si ghiacciò nelle vene. Il drago aveva un nome. Il nome era Sapphiron. E sulla sua schiene si ergeva rivestito in una armatura nera come il vuoto fra le stelle, l'essere il cui nome faceva tremare ogni creatura vivente di Azeroth. Arthas il Re dei Lich
signore delle legioni del Flagello.
“E' giunta la vostra fine patetici mortali.“
La voce del Re dei Liche eplose simultaneamente nelle menti di tutti i cavalieri e i paladini di scorta all'edificio lasciandoli a terra storditi. Un istante dopo obbedendo ad un cenno del suo signore Sapphirion lasciò partire il suo micidiale soffio di ghiaccio. Un uragano di pura devastazione si abbattè sull'edificio e nell'aria circostante. Tre cavalieri della morte vennero fatti a pezzi. I loro corpi mutilati scagliati giù dalla montagna come foglie secche in balia di un tornado. Il tetto dell'edificio venne divelto, mentre l'onda d'urto sventrava le pareti di pietra come se fossero fatte di legno marcio.
Dalle macerie fumanti emersero Darion e Tirion che si lanciarono con un urlo contro al Re dei Lich. Arthas si lasciò cadere al suolo sfoderando Frostmourne con un unico gesto elegante. Tirion liberò un maglio di pura energia divina contro la testa di Arthas il quale parò il colpo alzando la lama runata. Darion evocò un Gargoyle che si lanciò contro Arthas, il quale con un agghiacciante risata andò in una falciata trasversa scendente. La testa del Gargoyle schizzò via rotendo seguita da una spessa cuspide verdognola.
“Sei uno stolto Darion, non usare contro di me le arti che IO ti ho insegnato! Lasciate che vi mostri ora il mio vero potere...“
Il Re dei Lich impresse una secca rotazione a Frostmourne e dalla lama si librarono nell'aria lunghe spire di catene di ghiaccio che avvilupparono i due comandanti prima che potessero fare qualunque cosa. Le catene si serrarono intorno ai loro corpi dilaniando le armature e squarciando le carni. Kaltherion si rialzò urlando:
“Paladini della Crociata, difendiamo il comandante!!“ e si lanciò nel ventre della battaglia con un urlo di guerra seguito dal resto della scorta. Sapphirion li attendeva al varco. Il drago evocò una pioggia di ghiaccio che investì il drappello di paladini. Tre di essi vennero sventrati dal gelo micidiale di quelle lame, il quarto cercò di scivolare alle spalle del drago. La coda scheletrica di Sapphirion sibilò nell'aria. Il corpo del paladino venne spezzato letteralmente in due. Kaltherion si gettò a terra alzando su di se uno scudo divino. Rotolò nella neve impregnata di sangue. Si gettò contro il fianco sinistro di Sapphirion scatenando una pioggia di colpi sia con la mazza che con lo scudo. Il drago agitò una zampa artigliata. Lo scudo di Kaltherion si aprì in due. Anche il suo braccio sinistro si aprì in due. La violenza del colpo sollevò di peso il paladino Sin' Dorei e lo scagliò come un pupazzo contro al fianco della montagna.
Su di lui si chiusero le tenebre.
Arthas fece vagare lo sguardo sul campo della strage, poi con un gesto secco evocò un portale dal quale emerse la figura spettrale di Kel'Thuzad.
“Ditemi, Mio Signore, mi avete chiamato?“
Arthas guardò lo stregone non morto e rispose sprezzante:
“Certo che ti ho chiamato, ho un incarico da affidarti, è facile non temere. Prendi questi due cani e rinchiudili nella fortezza di Naxxaramas.“
Il Re dei Lich sottolineò le sue parole dando un calcio al corpo svenuto di Darion. Kel'Thuzad osservò i due prigionieri e chiese sopreso:
“Ma come mio signore... per quale motivo risparmiate la loro miserabile vita?“
Arthas rispose irritato:
“Non è misericordia, idiota! Voglio che la loro morte sia qualcosa di plateale in modo che possa servire da esempio a tutti coloro che in futuro cercheranno di ostacolarmi. Inoltre mi sembra giusto che coloro che mi hanno così strenuamente combattuto in vita mi debbano servire nella morte.”
Il Re dei Lich emise un'agghiacciante risata, Kel'Thuzad fece un gesto, richiamando due enormi ghoul che presero Tirion Fordringer e Darion Mograien e li portarono attraverso il portale nelle visciere della fortezza di Naxxaramas. Arthas attese che lo stregone non morto se ne fosse andato, poi pronunciando a bassa voce alcune parole di potere evocò davanti a lui una figura esile ammantata in un lungo mantello nero il cui cappuccio celava completamente il volto.
“Le tue informazioni erano esatte, riceverai la giusta ricompensa per il tuo servizio.“
La figura ammantata di nero chinò il capo in segno di rispetto e rispose con una voce abbastanza acuta da sembrare femminile:
“E' un onore servirvi, Mio Signore. Che cosa volete che faccia ora?“
Arthas fissò la figura per un lungo istante come valutandola e rispose:
“Nulla per il momento. Torna ai tuoi affari, ti contatterò quando mi serviranno le tue abilità.“
La figura si profuse in un inchino e scomparve. Il Re dei Lich guardò un'ultima volta il campo di battaglia e poi saltò agilmente in sella a Sapphirion e si allonatanò nel cielo notturno.
Wulfgar strisciò da sotto alle rovine della casa distrutta. Dopo il primo assalto di Sapphirion era rimasto sepolto dalle macerie , questo gli aveva impedito di prendere parte alla battaglia, ma era riuscito a sentire quello che progettava Arthas. Doveva fare presto. Il cavaliere della morte si mosse rapidamente e evocò il suo grifone scheletrico, stava per montare in sella ed andarsene quando un rantolo di agonia attirò la sua attenzione. Wulfgar scese di sella e si inginocchiò vicino ad un cumulo di neve arrossata dal sangue, sotto al quale giaceva il corpo semi svenuto di Kaltherion.
“Coraggio paladino, non morire, dobiamo avvertire l'Alleanza e l'Orda di quello che è accaduto. E speriamo che vogliano aiutarci o per i nostri comandanti e per tutte le razze di Azeroth sarà davvero la fine.“
Con queste parole il cavaliere della Lama di Ebano si caricò in sella il padino ferito e si librò nel cielo notturno alla volta di Dalaran.
QUEST LIVE CONCEPT (GDR/PVE CON RAID 25 NAXXRAMAS MISTO)
Titolo: Ghiaccio e Fuoco
Fazione: entrambe
M.N.P.: raid 25
L.M.R.: 80
Classi: Tutte
Ricompensa: a discrezione dei Giemmi
Richiesta assistenza: Concordata con Titani Vainamoinen e Tiras.
Data-Ora-Luogo inizio: Domenica 20/06/10 piazza centrale di Dalaran ore 21.30.
Descrizione: La QL ha come scopo la liberazione di Darion Mograine e di Tirion Fordring, e l'abbattimento di Kel'Thuzad in gdr (capitan ovvio).
Iscritti:
per l'Alleanza: Para (?), Laxray, Sargon, Amdir, Ghoromir, Durkon (?), Garret, Morlindar, Amon, Herrax, Gunor, Sheen, Wulfgar, Epius, Neim
per l'Orda: Adrys, Daiker, Kelevra, Shaalek, Saerina, Gothmorg, Nemain, Walhorn, Coreys, Gorogzal
RESOCONTO QUEST LIVE
Un avvenimento decisamente innovativo, in cui le due più grandi gilde, dell'orda (Ordine di Tristan) e dell'Allenza (Patto dei Titani), hanno unito le loro forze per combattere un male comune liberando dalla prigionia Darion Mograine e di Tirion Fordring. Due le principali difficoltà:
- L'evitare che orda e alleanza si uccidessero tra di loro (la strage è stata sfiorata un paio di volte)
- Riuscire ad abbattere i due ostacoli della missione (Il drago e per finire il Lich)
Inutile dirvi che sono qui per annunciarvi un successone! La missione è riuscita e naturalmente i venticinque eroi saranno ricordati per sempre nelle cronache di Talecraft per essere riusciti li dove nessuno avrebbe mai sperato.
A breve avrete un resoconto dettagliato dell'avventura...Intanto gustatevi le immagini di rito...Perchè ricordatevi che tutte le leggende narrate da Talecraft sono REALMENTE ACCADUTE ;)
Ultimo aggiornamento Martedì 22 Giugno 2010 19:18 Scritto da gedz Lunedì 21 Giugno 2010 22:42
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